18 gennaio: Senor Surf per Genova 2001

di , 6 gennaio 2014 10:52

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Sono passati ormai 13 anni dalle giornate del vertice del G8 a Genova, città in cui prese corpo una delle più grandi manifestazioni di movimento a livello mondiale ma che fu al tempo stesso luogo di sperimentazione di nuove tecniche di limitazione della libertà di manifestare: zone rosse, perquisizioni, arresti arbitrari, pestaggi, fino alle torture nella caserma di Bolzaneto e all’omicidio di Carlo Giuliani.

Ai manifestanti presenti in piazza, in questi 13 anni di processi, è stata riconosciuta la colpa di aver messo in pericolo l’ordine pubblico della città di Genova e per questa ragione, 10 di loro, sono stati condannati per i reati di devastazione e saccheggio, con pene fino a 15 anni di carcere. Reati risalenti al periodo fascista che sono stati così sdoganati per cercare di estenderli ad ogni giornata di resistenza e lotta, come sta accadendo per i fatti del 15 ottobre 2011.

La campagna 10×100 è nata per sostenere questi compagni e queste compagne, usati come capri espiatori per una manifestazione che a Genova ha visto più di 300mila persone presenti a gridare contro il capitalismo neoliberista e lo strapotere della finanza.

In particolare, volgiamo ricordare che per 4 dei dieci condannati per devastazione e saccheggio si sono aperte le porte del carcere: Marina, Fagiolino, Gimmy e Luca.

Questa iniziativa è per loro e per tutti coloro che non hanno smesso di lottare.

Per contribuire a Genova 2001 www.10×100.ithttp://www.supportolegale.org/

Tutti libere

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Diaz, retata dopo 13 anni agli arresti anche Mortola

di , 3 gennaio 2014 11:33

Da il IL SECOLO XIX di  Giovedì 02/01/2014 di MATTEO INDICE

GENOVA. La notte della Diaz li ha inseguiti per quasi tredici anni, terminando infine a San Silvestro. Perché il pomeriggio del 31 dicembre, nella disattenzione generale, sono stati arrestati gli ultimi due super poliziotti finiti sotto accusa per l’irruzione e l’introduzione di prove taroccate nella scuola dove dormivano i no global, al termine del G8 2001 di Genova.

Uno è Spartaco Mortola, volto conosciutissimo nel capoluogo ligure, ex capo della Digos genovese poi divenuto questore vicario di Torino, che dall’altro ieri deve scontare otto mesi di domiciliari nella propria abitazione. L’altro è Giovanni Luperi, ex dirigente Ucigos nelle giornate della guerriglia, quindi capoanalista dei servizi segreti e attualmente in pensione: per lui, della condanna definitiva a quattro anni, ne resta uno. Il giorno precedente (pomeriggio del 30), l’arresto era scattato per un altro big: Francesco Gratteri, numero tre della polizia italiana prima della condanna, coordinatore d’indagini su attentati e latitanti. È ora obbligato a un anno di domiciliari, potrà beneficiare come gli altri di alcune ore (2 o 4) di libertà durante il giorno e usare il telefono. I poliziotti-detenuti potranno chiedere il riconoscimento della buona condotta, e quindi rosicchiare qualche mese oltre a ciò che era stato spazzato dall’indulto del 2006. Prosegui la lettura 'Diaz, retata dopo 13 anni agli arresti anche Mortola'»

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Fagiolino è tornato a Roma

di , 2 gennaio 2014 17:24

Questo inizio anno ci ha dato una buona notizia.
Alberto Funaro ha lasciato finalmente il carcere di Perugia ed è tornato nella sua città, Roma.

Per scrivergli
Alberto Funaro c/o Casa di reclusione di Rebibbia – Via Bartolo Longo 72 - 00156 Roma

buon anno di libertà a tutti e tutte

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Lettera dal carcere di Luca Finotti

di , 19 dicembre 2013 18:41

Alla fine,
pur trovandomi nella cella di un carcere tutto riesco a provare tranne che tristezza e senso di sconfitta; a impedirmelo sono la mia natura, la grande solidarietà dentro e fuori le mura e il fatto che finalmente, dopo dieci anni di iter giudiziario, comincio a vedere l’uscita dal tunnel; tunnel per modo di dire perché ho cercato di esorcizzare la “spada di Damocle” che pendeva sulla mia testa provando a vivere la vita in modo normale fin progettandomi il futuro che sapevo già scritto dopo la condanna di primo grado che mi combinava dieci anni.
E’ difficile far comprendere a chi non c’era a Genova in quei giorni cosa passò nella mia testa di ragazzo appena più che ventenne durante le cariche, le fughe, il provare a difendermi coi sassi, rimandando al mittente la pioggia di lacrimogeni che piovevano con diabolica costanza per tutto il pomeriggio del venti e ventuno luglio di quel duemilauno. Resta un mistero anche per me, oggi, alla soglia dei miei trentaquattro anni.

L’unico ricordo che rimane vivido nella mia testa è l’immagine di quel ragazzo, al mio fianco, che cadeva, il sangue che copioso gli sgorgava dal naso e di tutto il trambusto che aveva intorno, rimase il silenzio. Non lo conoscevo quel ragazzo, imparai a conoscerlo dopo, frequentando la sua famiglia, passando le domeniche mangiando pizzoccheri, accompagnando Haidi a far la spesa cercando di usare tutto il tatto possibile quando parlavamo di quei giorni che cambiarono la loro e la mia vita. La cosa che più apprezzai di quelle giornate fu la velata leggerezza con la quale affrontavamo le tristi tematiche che ci accomunavano, leggerezza che, ogni volta che me ne tornavo a casa, mi rendeva sempre conscio del fatto di essere nel giusto, di aver agito per legittima difesa e per questo arrivato a oggi posso tranquillamente affermare che se tornassi indietro lo rifarei, rifarei tutto, posso di non essere e non essermi mai sentito un “capro espiatorio” e di non potermi pentire di essermi difeso da una carica illegittima, come disse la sentenza di secondo grado e sotto sotto di potermi ritenere “fortunato” nell’essere uscito vivo e senza un graffio.
Guardandomi indietro vedo solo la sconfitta di un movimento che stava per nascere, duramente represso sulle strade e nelle aule dei tribunali chiamati a giudicare i comportamenti di una parte e dell’altra, che ha preferito “adagiarsi” su un martire e ventisei capri espiatori, cosa giusta, intendiamoci, ma che non giustifica l’essenza della maggior parte di chi a quei tempi partecipò ed in alcuni casi organizzò le manifestazioni. Capro espiatorio, io, non lo sono mai stato, chiunque poteva essere al mio posto in quei momenti, mi sento  uno sfigato, quello sì!

E in tutti questi anni ho imparato a non farmi condizionare la vita da quei fatti facendomi scivolare addosso gli epiteti con i quali i vari giornalisti/pennivendoli ci classificavano e i comportamenti derivati dalla, come la chiamo io, “Sindrome da madre Teresa di Calcutta” che buona parte della gente che ho incontrato in questi anni rifletteva. So di non risultare un granché simpatico, ma non lo sono mai stato, come non sono mai stato un anarchico-insurrezionalista, del resto sono un cane sciolto, cinico alle volte individualista e anche un po’ stronzo; sto pagando sulla mia pelle il peso delle mie idee e comportamenti ma questo l’avevo messo in conto, anche se preferirei essere qui a scontare una condanna a tentato omicidio perché ricordo che se Placanica fu assolto per aver sparato perché in pericolo di vita, di controparte io e gli altri due avremmo dovuto essere giudicati per il tentato omicidio, questa è un’ingiustizia, come è stato trarmi in arresto nel dicembre del duemilatre perché pericoloso socialmente sulla base di fatti che la procura genovese già conosceva dal febbraio duemiladue, ma l’Italia, come la storia mi ha insegnato, non è il paese delle responsabilità ma dei “misteri” e dell’opinione pubblica che si basa sulle “verità” dei mezzi di “comunicazione” che ci sia Berlusconi o “la sinistra” al potere, degli arresti in prima pagina e le scarcerazioni che ridimensionano le accuse che molte volte non compaiono nemmeno sulla carta stampata quando accadono.
Per quel che mi riguarda mi faccio la galera a testa alta, forte del fatto di essere nel giusto e aspettando il giorno in cui uscirò e potrò rifarmi una vita. La mia solidarietà va a chi sta pagando con la detenzione le proprie idee e la propria e la propria coerenza, il mio saluto e il mio ringraziamento agli avvocati Laura Tartarini, Alessandro Arrigo, Lamma e Gamberini che mi hanno assistito per tutto questo temo, alle persone che mi sono state e mi sono tutt’ora vicine, alla Famiglia Giuliani, a mia madre e mio fratello, posso dirvi solo di non preoccuparvi perchè il mio corpo è dove la mia testa non è mai entrata. Un abbraccio e una stretta di mano e mezzo sorriso incorporati.
Luca Finotti
19 Dicembre 2013

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G8 2001 Condanna in appello l’ex questore Colucci per falsa testimonianza.

di , 17 dicembre 2013 11:59

E’ stato condannato oggi a 2 anni e 8 mesi l’ex questore di Genova Francesco Colucci per avere reso falsa testimonianza durante il processo sulla mattanza della polizia nella scuola Diaz durante il G8 di Genova del luglio 2001. Colucci in quell’occasione aveva ritrattato quanto detto in precedenza per tenere lontano dalla vicenda l’ex capo della polizia Gianni De Gennaro. Il pm Enrico Zucca aveva chiesto 2 anni, ma il giudice invece ha constatato delle aggravanti condannandolo a 2 anni e 8 mesi.

Il commento dell’avvocato Emanuele Tambuscio Ascolta

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Convegno: Diritto alla resistenza

di , 8 dicembre 2013 11:52

Il 7 dicembre a Bussoleno in Val di Susa si è tenuto un convengo dal titolo Diritto alla resistenza organizzato dal movimento Notav. Qui l’intervento della campagna 10×100

Qui tutto il resto dei materiali.

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Radiondarossa per la campagna 10×100

di , 5 dicembre 2013 11:47

Qui tutti gli audio prodotti da Radiondarossa sulla campagna 10×100.

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Condanna per Vincenzo Canterini

di , 24 novembre 2013 10:53

Dal secolo XIX

Roma – La Corte di Cassazione ha confermato la condanna, a carico dell’ex dirigente della polizia Vincenzo Canterini e del Viminale, a risarcire quattro avvocati che al G8 di Genova del 2001, nonostante indossassero la casacca gialla degli osservatori appartenenti all’Associazione Giuristi Democratici, senza motivo furono spruzzati con ga surticante da Canterini, allora comandante del Settimo nucleo sperimentale antisommossa del Primo reparto mobile di Roma.

L’entità del risarcimento - scrive la Suprema Corte nella sentenza 46787 depositata oggi e relativa all’udienza svoltasi lo scorso 14 giugno – sarà quantificata in sede civile. Ha diritto a un risarcimento anche l’Associazione Giuristi Democratici alla quale era iscritto Marco Vano, una delle vittime - con Gianluca VitaleNicola Leori Martino Schiavetti - della violenza di Canterini. Il verdetto della Cassazione ha rilevanza ai soli fini risarcitori perché è intervenuta, in appello, la prescrizione dei reati contestati Canterinicondannato in via definitiva anche nel processo per le violenze alla scuola Diaz. Prosegui la lettura 'Condanna per Vincenzo Canterini'»

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Genova 2001: in aula le attenuanti

di , 17 novembre 2013 11:32

Il 13 novembre si è tenuto presso il Tribunale di Genova l’appello del processo nei confronti dei capri espiatori per i fatti del luglio del 2001.

Alla sbarra ancora 4 dei 10 compagni giudicati dalla sentenza  di Cassazione dello scorso 13 luglio, quella dei cento anni complessivi di condanne per i reati di devastazione e saccheggio. Per i 4, oggi, la Corte d’Appello ha valutato la concedibilità dell’attenuante dell’aver agito per «suggestione della folla in tumulto». Parliamo di 4 compagni e non di 5 perchè Valguarnera si è dissociato dagli altri manifestanti e da tutti i fatti con un intervento in Aula. Dicendo che è anche entrato nell’esercito dopo il 2001. Su questo il Procuratore ha chiesto le attenuanti massime mentre per Cuccomarino nessuna attenuante data l’età adulta che aveva durate il g8 del 2001.

La decisione è stata quella di ridurre le condanne per 3 dei 4 compagni con pene comprese tra i 6 e i 8 anni di carcere. Tenendo conto dell’indulto per 3 di loro sicuramente non si apriranno le porte del carcere. Per altri due, condannati a 8 anni, probabile le misure alternative (ma non certe). Adesso si attendono le motivazioni per eventualmente impugnarle ancora una volta in Cassazione.

Ascolta la corrispondenza a Radiondarossa dell’avvocato Romeo

Ascolta la corrispondenza di un compagno di Supporto Legale che spiega bene tutto il processo

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Sottoscrivi

di , 17 novembre 2013 10:43

Per sottoscrivere per Genova 2001 potete andare QUI

Supporto legale si preoccupa di inviare denaro a chi è in carcere per i fatti di Genova 2001.

Sottoscrizioni dirette in carcere con vaglia postale o telegrafico

Marina Cugnaschi c/o Seconda Casa Di Reclusione Di Milano – Bollate - Via Cristina Belgioioso 120 - 20157 Milano (MI) oppure bonifico a Valli Massimiliano – IBAN - IT04U0100501660000000000594

Per Fagiolino - Alberto Funaro c/o Casa di reclusione di Rebibbia – Via Bartolo Longo 72 - 00156 roma

Farncesco Puglisi c/o Casa Circondariale di Roma Rebibbia - G9 – cella 9 – piano 2 – sezione C - nuovo complesso in via Raffaele Majetti 70 - 00156 Roma - oppure alla mamma di Gimmi: Pace Giuditta, via Zurria 37, 95121, Catania

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