Sottoscrivi per Genova non è finita
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Aderisco anch’io
http://www.flickr.com/photos/dariosca/4636555772/in/photostream
LA MIA GRAFICA PER LA CAMPAGNA
http://www.facebook.com/photo.php?fbid=466647473364688&set=a.138400646189374.22334.100000583185234&type=1&theater
non è visibile……manda il tutto a info@10×100.it
Ciao ragazzi,
fate un grande lavoro! se avete bisogno di qualcuno che traduca l’appello in tedesco contattatemi!
linda
Aderisco all’appello
Discount Or Die, a modo suo e con tanta umiltà, supporta la causa.
http://www.discountordie.org/2012/06/i-cereali-in-tempi-non-sospetti/
Aderiamo e rilanciamo l’appello
http://www.libera.tv/videos/3200/zul%26Atilde%3B%26sup1%3B-per-la-campagna-10×100-genova-non-%26Atilde%3B-finita.html
Capisco e apprezzo la ricerca di genuinità e di serietà nell’adesione all’appello, ma non consentendo che vi sia più di una firma per indirizzo e-mail impedite di aderire a chi, pur non disponendo di un proprio o specifico recapito elettronico, vorrebbe far sentire la sua pur flebile voce: questo è il caso di alcuni miei familiari (che hanno letto prima di me – sul manifesto quotidiano – dell’appello e me lo hanno segnalato!). Sarebbe forse stato meglio, per evitare duplicazioni indebite, richiedere per esempio la data di nascita, se non il numero di un documento o il codice fiscale?
basta che ci mandi mail con i nomi e li inseriamo a info@10×100.it
La mia coscienza politica si è formata nel dicembre 1969, a Milano, allora diciannovenne. Vedere la caccia all’anarchico, l’assassinio di Pinelli – con buona pace del magistrato che si è inventato il ‘malore attivo’ – i depistaggi per coprire fascisti e politici d’alto bordo ha fatto tabula rasa della fiducia in questo sistema in cui l’impunità per i potenti e i loro scagnozzi è garantita. Da allora sono passati oltre quarant’anni, in cui non sono mancati episodi – la vicenda giudiziaria del G8 è solo una tra le tante – che hanno rafforzato questa mia convinzione.
Mi dispiace per chi crede sinceramente che questa sia democrazia, per chi porta una divisa e cerca di fare il proprio dovere, per chi crede davvero che le istituzioni siano sostanzialmente sane e in grado di difendere la legalità. Personalmente non posso che essere dalla parte di chi lotta contro questo sistema che giorno dopo giorno tira giù la maschera: il lavoro non è un diritto, così come non lo sono, nè lo sono mai stati, la casa, l’istruzione, la salute, la giustizia etc. In questo mondo in cui si spaccia l’ipocrisia per ragionevolezza e moderazione, abbiamo visto i fascisti sedere in parlamento, fuori dall’arco costituzionale ma sempre buoni in caso di necessità: oggi per una strage, domani per un voto segreto etc.
Chi un tempo si domandava se fosse più criminale rapinare una banca o fondarla oggi la risposta ce l’ha sotto gli occhi: le banche dettano legge, portano gli stati sull’orlo del fallimento per poi ‘salvarli’, sono dietro le grandi, faraoniche opere che fruttano miliardi di interessi per i finanziamenti che elargiranno. Non dimentichiamo che Michele Sindona prima di essere smascherato come uomo della mafia era uno stimato banchiere, corteggiato da capi di governo e ministri. In sostanza io credo che questo sistema non abbia nessuna difficoltà a seppellire sotto anni di galera persone che, forse, hanno rotto vetrine, incendiato cassonetti etc. Così come non esita a premiare e promuovere gli aguzzini di Diaz e Bolzaneto, a lasciare che un generale dei carabinieri, condannato per traffico di droga, continui a guidare il ROS che, guarda caso, proprio di recente ha realizzato un’altra delle megainchieste sul ‘pericolo anarchico’.
Così come il magistrato Caselli ha pianificato attentamente il calendario delle udienze per condannare gli arrestati della retata NoTav da lui voluta, prima che scadano i termini di carcerazione preventiva: il tutto per reati che un autorevole magistrato, certo meno esibizionista, ha fatto una impietosa quanto argomentata analisi del provvedimento di Caselli in cui ha scritto tra l’altro (vedi http://www.ilmanifesto.it/attualita/notizie/mricN/6373/) “…Cominciamo dalle misure cautelari. Non erano obbligatorie e, dunque, la loro emissione è stata una scelta discrezionale. Di più, i reati contestati consentono, in astratto e con il bilanciamento di aggravanti e attenuanti, la sospensione condizionale della pena o l’accesso immediato a misure alternative al carcere.
Dunque la regola era procedere con gli indagati in condizioni di libertà. Perché, allora, la scelta dell’arresto?
L’ordinanza del giudice per le indagini preliminari lo dice quasi con candore: «I lavori per la costruzione della linea ferroviaria Torino-Lione proseguiranno almeno altri due anni; pertanto, non avrà fine, a breve termine, il contesto in cui gli episodi violenti sono maturati; peraltro, il movimento No Tav ha pubblicamente preannunciato ulteriori iniziative per contrastare i lavori». L’indicazione del movimento No Tav e della sua azione di protesta come bersaglio della misura non potrebbe essere più esplicita….”
E conclude poi l’ex segretario di Magistratura democratica, affermando che “.. la questione riguarda direttamente il rapporto tra conflitto sociale e giurisdizione e non solo – come si cerca di accreditare – alcune frange isolate ed estremiste.”.
Ci sarebbe poi da parlare della trattativa Stato-Mafia, del ruolo del massimo garante delle istituzioni (che a suo tempo non disdegnava i finanziamenti di Silvio Berlusconi), dei ministri e sottosegretari inquisiti anche in questo governo e così via. Dei referendum aggirati: ad esempio quello sul finanziamento ai partiti o quello sull’acqua pubblica. Di quelle discariche umane che sono le carceri e dei lager chiamati centri di accoglienza.
Se la Cassazione rimedierà a questo ennesimo scempio del diritto – e io dubito che lo farà – sarò sicuramente tra quanti se ne rallegreranno. Ma non sarà che un’episodio, una rondine che, almeno per me, non farà presagire quella primavera di giustizia e diritti per tutti di cui c’è sempre più bisogno.
Genova non è finita – presidio e assemblea pubblica anche a Salerno
Genova non è finita, non per 10 compagne e compagni che rischiano 100 anni di carcere, rei di aver preso parte alla manifestazione più partecipata degli ultimi dieci in Italia. Sotto processo perché erano lì a denunciare le politiche di globalizzazione dei ‘grandi’ del G8 e la tracotanza dei suoi rappresentati, perché erano lì per cercare di violare, mettendo in giochi i propri corpi, la Zona rossa simbolo della linea di frontiera tra loro e noi.
Non si possono dimenticare gli episodi di quei giorni, dalle cariche al corteo sul percorso autorizzato, all’uccisione di Carlo Giuliani, allo sgombero violento della Diaz (la mattanza!) e i pestaggi alla caserma Bolzaneto. Tutti reati per i quali nessuno pagherà. I poliziotti coinvolti non solo non saranno puniti, ma hanno fatto carriera. De Gennaro all’epoca dei fatti era il capo della polizia e oggi è stato nominato sottosegretario dei servizi segreti dal premier Monti. L’assassino di Carlo non pagherà perché “cercava solo di difendersi”.
Il 13 luglio a Genova ci sarà l’udienza in cassazione per dieci dei trecentomila ribelli. Il 12 giugno sarà lanciata una campagna nazionale di autodifesa di quei giorni e di quei ribelli con una conferenza stampa a Piazza Cavour nei pressi della cassazione a Genova. Vogliono colpirne 10 per ‘educare’ tutto un movimento che dal basso scende in strada, da allora, per dissentire, alzare la testa e dire basta! Oltre a loro, tanti sono i compagni sotto in tutta Italia a subire misure repressive per aver portato la lotta in strada, dagli attivisti della No Tav a quelli di Terzigno, ai capri espiatori del 15 Ottobre, ai tanti procedimenti a carico dei tanti militanti che in ogni città, valle, paese, cercano di resistere.
Non accetteremo mai che le lotte sociali siano represse mediante dispositivi fascisti di misure cautelari, divieti, mattanze e carcerazione!!! Siamo tutti coinvolti e complici nei fatti di Genova 2001 e oggi, il nostro dovere è quello di continuare a difendere la lotta che ci appartiene. Dobbiamo lottare al fianco di chi resiste e impedire che i soliti noti si arroghino il diritto di decidere sulle nostre vite.
NESSUNA CONDANNA, NESSUNA SENTENZA, NESSUN TRIBUNALE!
Venerdì alle 18:00 a piazza Portanova a Salerno.
salve a tutt@, è possibile avere il contatto di qualcuno per aggiornarci in diretta dalla piazza a Salerno domani? potete contattarci su bastiancontrarisalerno@gmail.com. grazie!
Salve c’è una mail dove poter comunicare in privato con gli amministratori del sito?
info@10×100.it
MI RIFERISCO A QUESTA GUARDIA MA PERCHE PARLI TANTO DI G8 6 COME TUTTI GLI ALTRI VOLEVATE FARE INTELIGENZ E AVETE AMMAZATO UN RAGAZZO MA NON VI VERGOGNIATE NON TI VERGOGNI E LASCIA STARE GIULIANO PERHCE TI CONVIENE NON E UNA MINACCIA PER PARLARE CON GLI UOMINI BISOGNIA ESSERE AMLENO PERSONE E PER ME VOI NON SIETE NIENTE