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Arrestato a Barcellona Gimmy
Francesco Puglisi detto Gimmy arrestato ieri a Barcellona è stato trasferito nel carcere di Madrid. Entro 30 giorni verrà mandato in Italia. Puglisi è stato condannato per i fatti di Genova 2001 ai reati di devastazione e saccheggio lo scorso 13 luglio e dovrà scontare 13 anni di carcere. Uno sproposito di anni che arriva nel giorno dell’assoluzione per i poliziotti accusati dell’omicidio di Stefano Cucchi. L’ennesima conferma che in questo paese una vetrina vale più di una vita umana. Oggi presidio a Barcellona di solidarietà per Gimmy.
Madrid (Europa Press).- Agentes de la Policía Nacional han detenido a un ciudadano italiano huido desde julio del pasado año y condenado a doce años de prisión por delitos relacionados con la tenencia y uso de armas de guerra y explosivos. Se le encuadra en grupos antiglobalización y de la izquierda italiana.
El arrestado es Francesco Puglisi, alias ‘Molotov‘ y nacido en Catania (Italia) en 1974, que se encontraba encausado en varios procedimientos penales por su participación activa en los graves incidentes ocurridos en Génova en el año 2001 durante la celebración de la Cumbre del G-8. Prosegui la lettura 'Arrestato a Barcellona Gimmy'»
24 maggio: un convegno su libertà di conflitto
Libertà di conflitto
“Il nemico interno: ordine pubblico e diritto penale da Genova 2001 ad oggi”
Convegno che si terrà il 24 maggio alle 17.30 al Teatro Valle Occupato
partecipano
Radiondarossa e la campagna 10×100
Francesco Romeo; Ezio Menzione (avvocati)
Donatella Della Porta (sociologa)
Eligio Resta (giurista)
Osservatorio contro la repressione
Supporto legale
Tra settembre ed ottobre 2012 sono state depositate le motivazioni delle sentenze di cassazione per due dei processi istruiti a seguito dei fatti occorsi a Genova nel 2001 durante lo svolgimento del G8. La prima è quella riguardante l’irruzione delle forze di polizia nella scuola Diaz. La seconda si riferisce al processo di 10 manifestanti accusati dei reati di devastazione e saccheggio.
Quello che accadde a Genova tra il 20 e il 22 Luglio 2001 è cosa che ha segnato in modo indelebile la storia recente di questo paese a cui nessuna sentenza, per quanto definitiva, potrà mai porre la parola fine. Prosegui la lettura '24 maggio: un convegno su libertà di conflitto'»
Jello Biafra per Alberto e Marina
Un saluto da San Francisco da Jello Biafra, fondatore dei Dead Kennedys, a Marina e Alberto rinchiusi in carcere da luglio dell’anno scorso per i fatti di Genova 2001. Entrambi come altre 8 persone sono state condannate in Cassazione con il reato di devastazione e saccheggio.
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Quando la Severino elogia il codice Rocco
di Checchino Antonini
«Se da venticinque anni non si è provveduto ad abrogare il codice Rocco non è perché sia mancato il tempo necessario ma solo per una precisa volontà politica di mantenerlo in vigore al fine di utilizzare gli aspetti più repressivi, soprattutto contro le lotte popolari».
Già nel 1971, i detenuti in rivolta alle Nuove di Torino denunciavano il contrasto tra lo spirito della Costituzione e il Codice Rocco e anche tra questo e la Convenzione internazionale dei Diritti dell’Uomo.
Quarantuno anni dopo quella rivolta, Paola Severino, ministra della Giustizia pro tempore ha colto l’occasione del dibattito al Senato sulla legge per la corruzione per un incredibile elogio del Codice Rocco per il suo valore insuperato. Orgogliosa, la Guardasigilli di Monti, ha spiegato che pure Alfredo Rocco era un tecnico. Rocco, però, finge di non saperlo, fu il teorico dello stato etico e il suo Codice fu il fondamento teorico del fascismo e della dittatura. Era per Mussolini, quello che la Severino è per Monti. In quel che resta dei circuiti di sinistra c’è chi ha parlato di una «provocazione rivelatrice».
Proprio a metà luglio, grazie al Codice Rocco, è stato possibile condannare dieci manifestanti del G8 2001 a dieci anni di galera solo per aver rotto una vetrina mentre per gli alti papaveri coinvolti nella macelleria messicana della Diaz le pene sono state molto più miti e la galera nemmeno per idea visto che le prescrizioni sono fioccate puntuali. Avverte Cesare Antetomaso, portavoce dei Giuristi democratici di Roma e membro dell’esecutivo nazionale Gd, che «Occorre particolare prudenza quando si maneggia la tecnica. Perché essa di rado è neutra.
Se è vero che l’impianto del codice Rocco è tuttora valido, è altrettanto vero che la parte speciale è indubitabilmente figlia della cultura giuridica dell’estensore, teorico e propugnatore dello Stato etico e tra le massime figure intellettuali del regime fascista. Ce n’è abbastanza per pretendere le dimissioni della Ministra Severino e invocare la rapida approvazione della bozza Pisapia di riforma del codice penale».





