Category: 10×100

24 maggio @ El Paso

di , 18 maggio 2014 11:11

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Luca Finotti ai domiciliari

di , 7 febbraio 2014 13:15

Nella giornata di ieri giovedi 6 febbraio Luca è tornato a casa ed ora è in regime di semilibertà nel senso che può uscire 2 ore la mattina (9-11).
I nostri auguri di libertà totale, ogni tanto una buona notizia.

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18 gennaio: Senor Surf per Genova 2001

di , 6 gennaio 2014 10:52

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Sono passati ormai 13 anni dalle giornate del vertice del G8 a Genova, città in cui prese corpo una delle più grandi manifestazioni di movimento a livello mondiale ma che fu al tempo stesso luogo di sperimentazione di nuove tecniche di limitazione della libertà di manifestare: zone rosse, perquisizioni, arresti arbitrari, pestaggi, fino alle torture nella caserma di Bolzaneto e all’omicidio di Carlo Giuliani.

Ai manifestanti presenti in piazza, in questi 13 anni di processi, è stata riconosciuta la colpa di aver messo in pericolo l’ordine pubblico della città di Genova e per questa ragione, 10 di loro, sono stati condannati per i reati di devastazione e saccheggio, con pene fino a 15 anni di carcere. Reati risalenti al periodo fascista che sono stati così sdoganati per cercare di estenderli ad ogni giornata di resistenza e lotta, come sta accadendo per i fatti del 15 ottobre 2011.

La campagna 10×100 è nata per sostenere questi compagni e queste compagne, usati come capri espiatori per una manifestazione che a Genova ha visto più di 300mila persone presenti a gridare contro il capitalismo neoliberista e lo strapotere della finanza.

In particolare, volgiamo ricordare che per 4 dei dieci condannati per devastazione e saccheggio si sono aperte le porte del carcere: Marina, Fagiolino, Gimmy e Luca.

Questa iniziativa è per loro e per tutti coloro che non hanno smesso di lottare.

Per contribuire a Genova 2001 www.10×100.ithttp://www.supportolegale.org/

Tutti libere

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Fagiolino è tornato a Roma

di , 2 gennaio 2014 17:24

Questo inizio anno ci ha dato una buona notizia.
Alberto Funaro ha lasciato finalmente il carcere di Perugia ed è tornato nella sua città, Roma.

Per scrivergli
Alberto Funaro c/o Casa di reclusione di Rebibbia – Via Bartolo Longo 72 - 00156 Roma

buon anno di libertà a tutti e tutte

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Lettera dal carcere di Luca Finotti

di , 19 dicembre 2013 18:41

Alla fine,
pur trovandomi nella cella di un carcere tutto riesco a provare tranne che tristezza e senso di sconfitta; a impedirmelo sono la mia natura, la grande solidarietà dentro e fuori le mura e il fatto che finalmente, dopo dieci anni di iter giudiziario, comincio a vedere l’uscita dal tunnel; tunnel per modo di dire perché ho cercato di esorcizzare la “spada di Damocle” che pendeva sulla mia testa provando a vivere la vita in modo normale fin progettandomi il futuro che sapevo già scritto dopo la condanna di primo grado che mi combinava dieci anni.
E’ difficile far comprendere a chi non c’era a Genova in quei giorni cosa passò nella mia testa di ragazzo appena più che ventenne durante le cariche, le fughe, il provare a difendermi coi sassi, rimandando al mittente la pioggia di lacrimogeni che piovevano con diabolica costanza per tutto il pomeriggio del venti e ventuno luglio di quel duemilauno. Resta un mistero anche per me, oggi, alla soglia dei miei trentaquattro anni.

L’unico ricordo che rimane vivido nella mia testa è l’immagine di quel ragazzo, al mio fianco, che cadeva, il sangue che copioso gli sgorgava dal naso e di tutto il trambusto che aveva intorno, rimase il silenzio. Non lo conoscevo quel ragazzo, imparai a conoscerlo dopo, frequentando la sua famiglia, passando le domeniche mangiando pizzoccheri, accompagnando Haidi a far la spesa cercando di usare tutto il tatto possibile quando parlavamo di quei giorni che cambiarono la loro e la mia vita. La cosa che più apprezzai di quelle giornate fu la velata leggerezza con la quale affrontavamo le tristi tematiche che ci accomunavano, leggerezza che, ogni volta che me ne tornavo a casa, mi rendeva sempre conscio del fatto di essere nel giusto, di aver agito per legittima difesa e per questo arrivato a oggi posso tranquillamente affermare che se tornassi indietro lo rifarei, rifarei tutto, posso di non essere e non essermi mai sentito un “capro espiatorio” e di non potermi pentire di essermi difeso da una carica illegittima, come disse la sentenza di secondo grado e sotto sotto di potermi ritenere “fortunato” nell’essere uscito vivo e senza un graffio.
Guardandomi indietro vedo solo la sconfitta di un movimento che stava per nascere, duramente represso sulle strade e nelle aule dei tribunali chiamati a giudicare i comportamenti di una parte e dell’altra, che ha preferito “adagiarsi” su un martire e ventisei capri espiatori, cosa giusta, intendiamoci, ma che non giustifica l’essenza della maggior parte di chi a quei tempi partecipò ed in alcuni casi organizzò le manifestazioni. Capro espiatorio, io, non lo sono mai stato, chiunque poteva essere al mio posto in quei momenti, mi sento  uno sfigato, quello sì!

E in tutti questi anni ho imparato a non farmi condizionare la vita da quei fatti facendomi scivolare addosso gli epiteti con i quali i vari giornalisti/pennivendoli ci classificavano e i comportamenti derivati dalla, come la chiamo io, “Sindrome da madre Teresa di Calcutta” che buona parte della gente che ho incontrato in questi anni rifletteva. So di non risultare un granché simpatico, ma non lo sono mai stato, come non sono mai stato un anarchico-insurrezionalista, del resto sono un cane sciolto, cinico alle volte individualista e anche un po’ stronzo; sto pagando sulla mia pelle il peso delle mie idee e comportamenti ma questo l’avevo messo in conto, anche se preferirei essere qui a scontare una condanna a tentato omicidio perché ricordo che se Placanica fu assolto per aver sparato perché in pericolo di vita, di controparte io e gli altri due avremmo dovuto essere giudicati per il tentato omicidio, questa è un’ingiustizia, come è stato trarmi in arresto nel dicembre del duemilatre perché pericoloso socialmente sulla base di fatti che la procura genovese già conosceva dal febbraio duemiladue, ma l’Italia, come la storia mi ha insegnato, non è il paese delle responsabilità ma dei “misteri” e dell’opinione pubblica che si basa sulle “verità” dei mezzi di “comunicazione” che ci sia Berlusconi o “la sinistra” al potere, degli arresti in prima pagina e le scarcerazioni che ridimensionano le accuse che molte volte non compaiono nemmeno sulla carta stampata quando accadono.
Per quel che mi riguarda mi faccio la galera a testa alta, forte del fatto di essere nel giusto e aspettando il giorno in cui uscirò e potrò rifarmi una vita. La mia solidarietà va a chi sta pagando con la detenzione le proprie idee e la propria e la propria coerenza, il mio saluto e il mio ringraziamento agli avvocati Laura Tartarini, Alessandro Arrigo, Lamma e Gamberini che mi hanno assistito per tutto questo temo, alle persone che mi sono state e mi sono tutt’ora vicine, alla Famiglia Giuliani, a mia madre e mio fratello, posso dirvi solo di non preoccuparvi perchè il mio corpo è dove la mia testa non è mai entrata. Un abbraccio e una stretta di mano e mezzo sorriso incorporati.
Luca Finotti
19 Dicembre 2013

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G8 2001 Condanna in appello l’ex questore Colucci per falsa testimonianza.

di , 17 dicembre 2013 11:59

E’ stato condannato oggi a 2 anni e 8 mesi l’ex questore di Genova Francesco Colucci per avere reso falsa testimonianza durante il processo sulla mattanza della polizia nella scuola Diaz durante il G8 di Genova del luglio 2001. Colucci in quell’occasione aveva ritrattato quanto detto in precedenza per tenere lontano dalla vicenda l’ex capo della polizia Gianni De Gennaro. Il pm Enrico Zucca aveva chiesto 2 anni, ma il giudice invece ha constatato delle aggravanti condannandolo a 2 anni e 8 mesi.

Il commento dell’avvocato Emanuele Tambuscio Ascolta

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Convegno: Diritto alla resistenza

di , 8 dicembre 2013 11:52

Il 7 dicembre a Bussoleno in Val di Susa si è tenuto un convengo dal titolo Diritto alla resistenza organizzato dal movimento Notav. Qui l’intervento della campagna 10×100

Qui tutto il resto dei materiali.

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Radiondarossa per la campagna 10×100

di , 5 dicembre 2013 11:47

Qui tutti gli audio prodotti da Radiondarossa sulla campagna 10×100.

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Genova: iniziano le cause civili per i risarcimenti

di , 16 novembre 2013 11:04

Da Repubblicait

Sono le avanguardie di una nuova slavina giudiziaria che investirà il tribunale di Genova e il ministero dell’Interno. Nei giorni scorsi sono state depositate le prime cause civili contro il Viminale da parte di sei parti offese, manifestanti italiani e stranieri, che dovettero subire l’intera via crucis del G8 genovese del 2001: le botte, il terrore e le false accuse alla Diaz e poi ancora le botte, il terrore e le umiliazioni nel carcere speciale allestito nella caserma di Bolzaneto.

I loro legali nei giorni scorsi hanno depositato le citazioni corredate di documentazione e richieste. In media le istanze di risarcimento, sia per le sofferenze morali che per le conseguenze fisiche, si aggirano attorno ai 200 mila euro a testa. Considerato che le parti offese della Diaz sono 94 e 154 quelle di Bolzaneto, le cifre richieste potrebbero oscillare tra i 20 e i 30 milioni di euro.

Alcuni avvocati hanno anche depositato, a corredo e sostegno di quanto patito dai loro clienti, il dvd del film “Black block” del genovese Carlo A. Bachschmidt che fu uno degli attivisti del Supporto Legale, il gruppo che visionò e catalogò migliaia di immagini e frame di video della notte della “macelleria messicana”. Il film, pluripremiato in Europa, è infatti basato sulle testimonianze dirette di alcune delle vittime.
I primi ad intentare causa sono stati manifestanti inglesi, neozelandesi, spagnoli ed Enrica Bartesaghi, la madre di Sara, una delle ragazze più giovani arrestate e picchiate. Enrica Bartesaghi è anche la portavoce del Comitato Verità e Giustizia per Genova.

Le azioni civili partono oggi, dopo che sono state rese note le motivazioni della sentenza con cui la Corte di Cassazione ha confermato le condanne d’appello nei confronti dei funzionari di polizia, colpevoli di aver falsificato i verbali di arresto e di sequestro per tentare di coprire le brutalità ingiustificate dei celerini. Questi ultimi, grazie alla prescrizione hanno evitato la condanna penale ma non la responsabilità civile.

Il ministero dell’Interno aveva già pagato le provvisionali della Diaz dopo la sentenza d’appello, probabilmente nella speranza di alleggerire la posizione dei super- poliziotti. Non sono invece, state saldate con la stessa celerità le spese legali degli avvocati delle parti offese. E qualcuno ha così deciso di avviare il pignoramento nei confronti dei condannati.

Ottenendo subito un pagamento degli onorari: è capitato con Spartaco Mortola ex capo della Digos di Genova e più di recente con Gianni Luperi (uno degli imputati principali assieme a Franco Gratteri ex capo dello Sco) già dirigente dei servizi segreti che ha sborsato 30mila euro. La decisione di muovere causa direttamente al ministero, obbligherà il Viminale ad attivarsi per richiedere ai suoi ex dipendenti condannati il rimborso di quanto speso in risarcimenti e spese legali.

Anche se non può non apparire paradossale il fatto che, mentre vengono pagati 300 mila euro ad un avvocato difensore per l’assoluzione da un capo di imputazione di un funzionario condannato per le altre accuse, lo Stato abbia vergognosamente ritardato il pagamento delle provvisionali alle 154 parti offese di Bolzaneto. Solo in queste ultime settimane, alcuni di loro che hanno presentato reclamo alla Corte Europea dei Diritti dell’Uomo, si sono visti recapitare la lettera che annuncia l’arrivo dei soldi. Una mossa ipocrita dettata dalla necessità di non incorrere nelle sanzioni Ue.

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di , 25 ottobre 2013 14:47

Aperitivo Solidale

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