“Il nemico interno: ordine pubblico e diritto penale da Genova 2001 ad oggi”
Convegno che si terrà il 24 maggio alle 17.30 al Teatro Valle Occupato partecipano
Radiondarossa e la campagna 10×100 Francesco Romeo; Ezio Menzione (avvocati) Donatella Della Porta (sociologa) Eligio Resta (giurista) Osservatorio contro la repressione Supporto legale
Tra settembre ed ottobre 2012 sono state depositate le motivazioni delle sentenze di cassazione per due dei processi istruiti a seguito dei fatti occorsi a Genova nel 2001 durante lo svolgimento del G8. La prima è quella riguardante l’irruzione delle forze di polizia nella scuola Diaz. La seconda si riferisce al processo di 10 manifestanti accusati dei reati di devastazione e saccheggio.
Quello che accadde a Genova tra il 20 e il 22 Luglio 2001 è cosa che ha segnato in modo indelebile la storia recente di questo paese a cui nessuna sentenza, per quanto definitiva, potrà mai porre la parola fine. Prosegui la lettura '24 maggio: un convegno su libertà di conflitto'»
Un saluto da San Francisco da Jello Biafra, fondatore dei Dead Kennedys, a Marina e Alberto rinchiusi in carcere da luglio dell’anno scorso per i fatti di Genova 2001. Entrambi come altre 8 persone sono state condannate in Cassazione con il reato di devastazione e saccheggio.
Se non vedi i sottotitoli in italiano, clicca su “captions” nella barra in basso del video.
Il 13 luglio la Corte di Cassazione ha confermato le condanne in via definitiva per devastazione e saccheggio (419c.p.) per 10 manifestanti per i fatti di Genova 2001.
Per 2 di loro è scattato subito il carcere, per una la sospensione della pena avendo una bambina piccola, due sono irreperibili, mentre gli altri cinque sono stati rimandati in appello per delle attenuanti di pena per aver agito nella «suggestione della folla in tumulto». Ci siamo chiesti da subito se la campagna 10×100 dovesse continuare e in che modo.
La diffusione capillare della campagna e l’indignazione diffusa per la sentenza ci hanno detto con forza che Genova non è finita, nonostante le condanne, nonostante le falsità e l’amaro in bocca per i risultati del processo Diaz. Genova non sarà finita finché noi continueremo ad esserci, a ricordare e a continuare a batterci. Facciamo perciò appello a tutte e tutti voi, che in un mese e mezzo avete contribuito a far crescere questa campagna, che avete condiviso parole, intenzioni, messaggi, sostenuto e difeso i dieci, impedendo che le ragioni del movimento di Genova venissero sommerse dalle fredde enunciazioni di un tribunale. Eppure un tribunale qualcosa l’ha deciso: le vetrine valgono più delle persone. Anche per questo la campagna 10×100 deve proseguire.
Per continuare a battersi affinché questo terribile reato fascista di “devastazione e saccheggio”, che prevede delle pene maggiori di un omicidio, venga eliminato dal codice penale. Un reato che si sta cercando di utilizzare sempre più spesso contro chiunque provi a ribellarsi, come per esempio per la manifestazione del 15 ottobre. In questo momento è importante non lasciare sole le due persone ora in carcere e le altre che rischiano di finirci a breve.
Dovranno sostenere delle spese processuali non indifferenti, è importante uno sforzo comune. Questo mentre ancora siamo all’oscuro della cifra esatta (almeno 700mila euro) che il Ministero dell’Interno si è affrettato a sborsare per pagare gli avvocati dei poliziotti imputati per la Diaz. Pretendiamo di sapere quanti fondi pubblici sono finiti nelle tasche dei super avvocati della polizia. Pretendiamo di sapere quando saranno versati i risarcimenti per i manifestanti torturati a Bolzaneto, che ancora aspettano.
Anche per questo, invitiamo tutte e tutti a partecipare attivamente alla raccolta fondi a sostegno delle spese legali dei dieci manifestanti: inviando il vostro contributo sul conto corrente postale 61804001 intestato a Coop. Lab. 2001 – via dei volsci 56 – 00185 Roma. Causale: CASSAZIONE.
Inoltre la campagna vuole esprimere tutta la sua solidarietà ai detenuti e alle detenute che sono in lotta in questi giorni contro le condizioni disumane di sovraffollamento in cui sono costretti a vivere.
Contro il reato di devastazione e saccheggio, per la libertà di tutti e tutte, per quel mondo diverso che non smetteremo mai di costruire.