Dopo la sentenza Bolzaneto

di , 18 giugno 2013 13:19

Con la sentenza, ampiamente annunciata, si chiude anche il processo per i fatti riguardanti la caserma di Bolzaneto. A distanza di un anno dalla Cassazione per i fatti della Diaz e dal processo ai 10 tra compagni e compagne (3 attualmente in carcere per una lunga pena) un altro tassello va a comporre il mosaico della “verità giudiziaria” su Genova 2001. Ma non è l’ultimo tassello, anzi.

La settimana precedente, nel silenzio generale, accadevano due fatti altrettanto importanti:

mentre lo Stato, arrestava in Spagna Francesco Puglisi, uno dei condannati a 14 anni, per aver danneggiato cose, 222 denunce di manifestanti che chiedevano giustizia per essere stati picchiati in strada o arrestati senza motivo, venivano archiviati. Così, come se non fosse mai accaduto nulla. Del resto proprio venerdì, lo stesso Stato che non ha mai chiesto scusa per i fatti accaduti dentro la caserma di Bolzaneto, incassava in Cassazione un verdetto che stabilisce che i danni subiti dai manifestanti, e i conseguenti risarcimenti, dovranno essere rideterminati da un giudice civile per “assenza di prove”.

In questi 12 anni, non abbiamo mai pensato che Genova fosse una pagina chiusa. Ora che sostanzialmente tutti i procedimenti giudiziari sono arrivati al termine pensiamo che la storia genovese, che molti hanno avuto difficoltà a capire, si riflette giorno dopo giorno, dentro le caserme tanto quanto in piazza oltre a sancire un nuovo principio: colpire le cose è ben più grave che colpire una persona. Un omicidio vale, penalmente, meno di un uomo o una donna che danneggiano delle vetrine.

L’art.419, i reati per devastazione e saccheggio, usato come clava nei confronti di 10 manifestanti per condannarli a pene dagli 8 ai 15 anni, è un retaggio del codice Rocco. Un articolo nato a inizio secolo scorso per reprimere le rivolte popolari e usato da Genova in poi come arma di punizione nei confronti dei manifestanti, è diventato un articolo comodo per reprimere il dissenso: per il gli scontri del 15 ottobre 2011 a Roma, alcuni manifestanti sono stati già condannati pesantemente e altri rischiano tuttora di esserlo, il prossimo 27 giugno inizierà infatti un altro processo su quei fatti. Nelle caserme o nelle carceri i casi di “incidenti” sono emersi all’opinione pubblica, agitando sonni, solidarizzando con famiglie sconosciute e vittime della violenza o incuria di Stato.

Bolzaneto ieri, Bolzaneto oggi. Del resto in Italia non viene riconosciuta la tortura, motivo per cui quasi tutti gli accusati, hanno visto i loro reati andare in prescrizione. Genova 2001 ieri, Piazza Taskim oggi. L’Italia ha fatto scuola di formazione di repressione del dissenso anche in altri paesi, ma i media nostrani riconoscono le violenze soltanto a casa degli altri.

Quindi chiusa la parte processuale, chiusi i vari comitati che chiedono verità e giustizia, agli stessi che la nascondono e la negano, continueremo a lottare affinché Genova 2001 si attualizzi attraverso la cancellazione dei reati di devastazione e saccheggio e di quella parte del codice penale emanazione del codice Rocco. Stringendoci attorno a Marina, Alberto e Francesco, attualmente detenuti. Mantenendo vigile l’attenzione anche per i risarcimenti riguardanti Bolzaneto, che dopo 12 anni ancora devono essere riconosciuti. Solidarizzando con i 18 rimandati a giudizio per i fatti del 15 ottobre del 2011.

No, Genova non è finita. E’ tutti i giorni.

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14 giugno cassazione Bolzaneto

di , 11 giugno 2013 13:17

bolzaneto_328Il 14 giugno prossimo si concluderà davanti alla  Corte di Cassazione di Roma il processo contro i poliziotti, agenti della penitenziaria e medici responsabili delle torture fisiche e morali infitte ai manifestanti contro il G8 del 2001 a Genova, all’interno della caserma Bolzaneto, utilizzata come lager di detenzione provvisorio secondo i piani di sicurezza di quel vertice del G8.

In quel carcere improvvisato, 250 manifestanti trascorsero quattro giornate infernali, chiusi in cella, senza possibilità di avvisare avvocati o parenti, sottoposti ad ogni genere di vessazione e tortura.

Nel processo, sono 44 gli imputati coinvolti, tra medici, agenti di polizia penitenziaria, poliziotti. Solo sette sono stati riconosciuti penalmente responsabili perché per gli altri i reati sono stati prescritti. Per tutti, resta la responsabilità civile nei confronti delle attiviste e degli attivisti massacrati nel lager di Bolzaneto. I sette poliziotti già condannati in appello sono l’assistente capo della polizia Massimo Luigi Pigozzi, gli agenti di polizia penitenziaria Marcello Mulas e Michele Colucci Sabia, il medico Sonica Sciandra e gli ispettori di polizia Matilde Arecco, Matio Turco e Paolo Ubaldi.

Gli imputati sono stati tutti condannati per lesioni personali, con pene che vanno da 1 anno a 3 anni e 2 mesi.

Quello di Bolzaneto è l’ultimo dei processi dopo Genova ad arrivare a chiusura, dopo quello per le brutalità commesse all’interno della scuola Diaz e  quello contro i 10 manifestanti accusati di devastazione e saccheggio.

Ancora una volta, come accaduto già per la sentenza Diaz, si omette di considerare l’intera catena di comando che a Genova, in quei giorni di luglio del 2001, decise di trasformare la città in un immenso laboratorio repressivo. Da allora infatti decine sono state le morti nelle caserme, nei commissariati e nelle strade, omicidi e sevizie commesse da esponenti delle forze dell’ordine, forti di 12 anni di impunità e la recente sentenza Cucchi ne è dimostrazione. Questo mentre tre persone sono in carcere e una ai domiciliari per essere stati condannati per i reati di devastazione e saccheggio durante quelle giornate di Genova.  Perché in questo paese una vetrina vale più di una vita umana.

Venerdi dalla mattina saremo a Piazza Cavour a seguire la Cassazione per le torture di Bolzaneto.

Perché Genova non è finita

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Da Bercellona per 10×100

di , 10 giugno 2013 08:25

Da Barcellona per la campagna 10×100 in solidarietà con Alberto Marina e Gimmy incarcerati per questi reati assurdi di devastazione e saccheggio per i fatti di Genova2001. Quando una vetrina vale più di una vita umana.

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G8: Londra per Alberto e Marina

di , 10 giugno 2013 08:06

AGAINST REPRESSION BACK 2

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Arrestato a Barcellona Gimmy

di , 6 giugno 2013 13:26

Francesco Puglisi detto Gimmy arrestato ieri a Barcellona è stato trasferito nel carcere di Madrid. Entro 30 giorni verrà mandato in Italia. Puglisi è stato condannato per i fatti di Genova 2001 ai reati di devastazione e saccheggio lo scorso 13 luglio e dovrà scontare 13 anni di carcere. Uno sproposito di anni che arriva nel giorno dell’assoluzione per i poliziotti accusati dell’omicidio di Stefano Cucchi. L’ennesima conferma che in questo paese una vetrina vale più di una vita umana. Oggi presidio a Barcellona di solidarietà per Gimmy.

Da l’avanguardia

Madrid (Europa Press).- Agentes de la Policía Nacional han detenido a un ciudadano italiano huido desde julio del pasado año y condenado a doce años de prisión por delitos relacionados con la tenencia y uso de armas de guerra y explosivos. Se le encuadra en grupos antiglobalización y de la izquierda italiana.

El arrestado es Francesco Puglisi, alias ‘Molotov‘ y nacido en Catania (Italia) en 1974, que se encontraba encausado en varios procedimientos penales por su participación activa en los graves incidentes ocurridos en Génova en el año 2001 durante la celebración de la Cumbre del G-8. Prosegui la lettura 'Arrestato a Barcellona Gimmy'»

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Genova2001 domiciliari per Ines

di , 29 maggio 2013 13:49

Messina, 28 maggio 2013 – Nella mattinata di ieri, i militari della Compagnia Carabinieri di Messina Centro hanno dato esecuzione ad un provvedimento emesso dalla Procura Generale della Repubblica presso la Corte d’Appello di Genova, a carico di Ines, nata e residente a Messina, cl. 1970.

In particolare, i militari dell’Arma hanno notificato alla citata Ines un ordine di esecuzione per espiazione di pena definitiva, emesso il 25 maggio u.s., con il quale la prevenuta è stata condannata alla pena definitiva di 3 anni e 6 mesi di reclusione, poiché ritenuta responsabile dei reati di devastazione e saccheggio, per fatti commessi nel corso del G8 di Genova nel mese di luglio 2001.

Dopo le formalità di rito, su disposizione dell’A.G. mandante, Ines è stata accompagnata presso il proprio domicilio e sottoposta al regime di detenzione domiciliare.

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24 maggio: un convegno su libertà di conflitto

di , 12 maggio 2013 23:01

Libertà di conflitto

Il nemico interno: ordine pubblico e diritto penale da Genova 2001 ad oggi”

Convegno che si terrà il 24 maggio alle 17.30 al Teatro Valle Occupato
partecipano

Radiondarossa e la campagna 10×100
Francesco Romeo; Ezio Menzione (avvocati)
Donatella Della Porta (sociologa)
Eligio Resta (giurista)
Osservatorio contro la repressione
Supporto legale

Tra settembre ed ottobre 2012 sono state depositate le motivazioni delle sentenze di cassazione per due dei processi istruiti a seguito dei fatti occorsi a Genova nel 2001 durante lo svolgimento del G8. La prima è quella riguardante l’irruzione delle forze di polizia nella scuola Diaz. La seconda si riferisce al processo di 10 manifestanti accusati dei reati di devastazione e saccheggio.
Quello che accadde a Genova tra il 20 e il 22 Luglio 2001 è cosa che ha segnato in modo indelebile la storia recente di questo paese a cui nessuna sentenza, per quanto definitiva, potrà mai porre la parola fine. Prosegui la lettura '24 maggio: un convegno su libertà di conflitto'»

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31 maggio al csoa Auro e Marco

di , 11 maggio 2013 13:52

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31 MAGGIO FIRENZE CONTRO DEVASTAZIONE E SACCHEGGIo

di , 11 maggio 2013 07:55

firenze_tatoo
Devastazione e saccheggio. Si, la devastazione e il saccheggio quotidiano della nostra vita, della nostra terra e del nostro futuro.

Prosegui la lettura '31 MAGGIO FIRENZE CONTRO DEVASTAZIONE E SACCHEGGIo'»

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Jello Biafra per Alberto e Marina

di , 17 aprile 2013 08:30

Un saluto da San Francisco da Jello Biafra, fondatore dei Dead Kennedys, a Marina e Alberto rinchiusi in carcere da luglio dell’anno scorso per i fatti di Genova 2001. Entrambi come altre 8 persone sono state condannate in Cassazione con il reato di devastazione e saccheggio.

Se non vedi i sottotitoli in italiano, clicca su “captions” nella barra in basso del video.

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